DIRITTO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

Insegnamento
DIRITTO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE
Insegnamento in inglese
Settore disciplinare
IUS/10
Corso di studi di riferimento
SVILUPPO SOSTENIBILE E CAMBIAMENTI CLIMATICI
Tipo corso di studio
Laurea
Crediti
6.0
Ripartizione oraria
Ore Attività Frontale: 48.0
Anno accademico
2022/2023
Anno di erogazione
Anno di corso
2
Lingua
ITALIANO
Percorso
PERCORSO COMUNE

Descrizione dell'insegnamento

Il programma dell'insegnamento è provvisorio e potrebbe subire delle modifiche

Nessuna propedeuticità.

Il corso affronterà i seguenti macro-temi (per una descrizione di dettaglio delle tematiche che saranno trattate all'interno di ciascuno di essi, si rinvia alla sezione "Programma esteso").

I PRESUPPOSTI PER LA COMPRENSIONE GIURIDICA DELL’INTERDIPENDENZA TRA UOMO E AMBIENTE.

LA CONSERVAZIONE E L’EVOLUZIONE DELLA VITA COME FULCRO DEL RAPPORTO TRA ECOLOGIA E DIRITTO.

LA MEDIAZIONE DEL DIRITTO TRA NATURA E SOCIETÀ: AMBITI DI INTERVENTO E SFIDE EPOCALI. 

LE FONTI DEL DIRITTO DELL’AMBIENTE IN RELAZIONE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE: I LIVELLI INTERNAZIONALE, EUROPEO E NAZIONALE.

LO SVILUPPO SOSTENIBILE COME PRINCIPIO GIURIDICO: LE DIVERSE INTERPRETAZIONI.

IL PRINCIPIO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE A CONFRONTO CON GLI ALTRI PRINCIPI DEL DIRITTO DELL’AMBIENTE.

SVILUPPO SOSTENIBILE E TRANSIZIONE ECOLOGICA.

SVILUPPO SOSTENIBILE E DISCIPLINA GIURIDICA DELLE VALUTAZIONI E AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI.

SVILUPPO SOSTENIBILE ED ENERGIA.

SVILUPPO SOSTENIBILE E DISCIPLINA GIURIDICA DEI RIFIUTI. 

SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA GIURIDICA DELLA BIODIVERSITÀ.

LA DIMENSIONE ISTITUZIONALE ED ORGANIZZATIVA DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE.

IL PROBLEMA DELL’EFFETTIVITÀ DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE: LA GIUSTIZIA AMBIENTALE. 

 

Obiettivi formativi

a) Conoscenze e comprensione: illustrazione della complessità e della multidimensionalità del principio dello sviluppo sostenibile nel quadro del diritto dell'ambiente; lettura evolutiva del diritto dell'ambiente nella prospettiva Law and Ecology e alla luce del modello dei Social-Ecological Systems (SESs); sintesi dell'assetto normativo internazionale, europeo e nazionale fino alle evoluzioni più recenti (Green Deal europeo, PNIEC, PNRR, PTE).

b)  Capacità di applicare conoscenze e comprensione: scopo del corso non è soltanto quello di descrivere l’assetto del diritto vigente in relazione al principio dello sviluppo sostenibile, ma anche e soprattutto di fornire una lettura critica dello stesso alla luce dei fenomeni di crisi ecologica che caratterizzano l'epoca attuale.  Lo studente sarà messo in grado di applicare gli istituti giuridici confrontandoli con le acquisizioni fornite da altre scienze, con particolare riguardo all’ecologia, ma anche alla filosofia dell’ambiente e all'economia ecologica. Il corso, per queste ragioni, darà conto di tendenze recenti nel dibattito giuridico internazionale, quali la prospettiva dell'Ecological Law, critica verso il classico Environmental Law; i modelli giuridici fondati sulla tutela e la promozione dei «servizi ecosistemici» e del «capitale naturale»; la giuridicizzazione di indicatori di sostenibilità quali la «impronta ecologica» o i planetary boundaries; la problematica dell’accesso alla giustizia ambientale e climatica; l’emersione di nuovi principi giuridici quali il principio «non arrecare un danno significativo» (DNSH) e il principio di resilienza; il diritto dell’economia circolare; la transizione ecologica; l'interdipendenza tra ambiente, vita, salute, energia, alimentazione; l'approccio cd. One Health applicato al diritto a fronte dei rischi di pandemie; etc.

c)  Autonomia di giudizio: lo studente non riceverà passivamente, secondo un approccio top/down, le nozioni teoriche fruendo solo della didattica frontale, ma parteciperà interattivamente sia alle lezioni, nel corso delle quali verranno stimolati interventi e domande, sia ad esercitazioni, che saranno tenute anche con l'invito di ospiti esterni (provenienti dal mondo accademico o da istituzioni internazionali e nazionali, pubbliche o private) e nel corso delle quali saranno esaminati casi specifici secondo un approccio di apprendimento per prove ed errori orientato al problem solving. Per stimolare l'elaborazione autonoma e problematica dei concetti da parte degli studenti ci si avvarrà anche di casistica fornita dalla giurisprudenza (comunitaria e nazionale, costituzionale, amministrativa o civile), senza trascurare l’importanza del soft law (attraverso il riferimento ad alcune comunicazioni della Commissione europea).

d) Abilità comunicative: il corso mira a porre gli studenti in grado di coniugare in maniera adeguata il lessico di base ecologico (es. con riferimento ai concetti di ecosistema, biodiversità, proprietà emergenti, equilibri ecologici, cambiamento climatico, resilienza, etc.) con il lessico specialistico del diritto europeo e nazionale dell'ambiente (es. sostenibilità, economia circolare, precauzione, non regressione, DNSH, emissione, impatto ambientale, danno ambientale, rifiuto, etc.), nonché a stimolare la capacità di costruire correttamente ed esporre persuasivamente argomentazioni di tipo giuridico in tale ambito.

e) Capacità di apprendimento: la volatilità della legislazione e la mutevolezza del diritto giurisprudenziale, da un lato, e il rapido aggravarsi della recessione ecologica in atto, dall'altro, rendono necessario che il corso fornisca agli studenti non solo dati, ma soprattutto chiavi di lettura dei processi profondi di trasformazione del diritto per lo sviluppo sostenibile, in maniera tale da consentire agli studenti medesimi, durante e dopo il corso, di acquisire capacità di autoapprendimento e di autovalutazione delle proprie conoscenze in rapporto alla continua evoluzione del quadro ecogiuridico.

Metodi didattici

Interdisciplinarità: per fornire presupposti conoscitivi utili alla comprensione dei problemi che incontra, oggi, la regolazione giuridica delle questioni ecologiche, il corso si caratterizzerà per un continuo confronto tra diritto e scienze non giuridiche quali l’ecologia, la filosofia ambientale, l'economia ecologica,.

Internazionalizzazione: l’esame delle fonti normative e giurisprudenziali nonché del dibattito dottrinale verrà condotto non soltanto con riferimento al panorama nazionale, ma anche e soprattutto delineandone l'evoluzione a partire dai livelli internazionale ed europeo.

Esame critico delle categorie teoriche della disciplina: si opererà una ricostruzione pluralistica/problematica delle diverse interpretazioni del principio dello sviluppo sostenibile, mettendo in luce anche le critiche che parte della dottrina giuridica rivolge al medesimo.

Lettura diretta e commento in classe di brani tratti da fonti giuridiche di primario rilievo (dichiarazioni internazionali, fonti comunitarie, disposizioni del Codice dell'ambiente, sentenze della giurisprudenza CEDU, UE, costituzionale, amministrativa).

Modalità di accertamento dei risultati: esame orale con voto finale.

Descrizione dei metodi di accertamento. L’esame orale si articolerà su tre livelli di verifica:

(i) grado di comprensione dei concetti teorici fondamentali della materia;

(ii) grado di conoscenza dei contenuti relativi alle fonti normative, generali e settoriali, oggetto del programma d'esame;

(iii) grado di padronanza del lessico proprio della disciplina e capacità di argomentazione.

Il voto positivo minimo per il superamento dell'esame (18/30) richiede che lo studente raggiunga la sufficienza almeno per i parametri sub (i) e (ii) e che non sia gravemente insufficiente rispetto al parametro sub (iii).

Il voto positivo massimo (30/30 con eventuale concessione della lode) richiede un giudizio di eccellenza per tutti e tre i parametri.

Le valutazioni intermedie tra il minimo e il massimo saranno graduate in base al giudizio (sufficiente, discreto, buono, ottimo, eccellente) per ciascuno di tali parametri.

Si rinvia alle date degli appelli caricate nella sezione Notizie.

Modalità didattiche: Lezioni frontali, esercitazioni, seminari.

Lingua dell’insegnamento: Italiano.

Sede: Brindisi.

- I PRESUPPOSTI PER LA COMPRENSIONE GIURIDICA DELL’INTERDIPENDENZA TRA UOMO E AMBIENTE.

Libertà, lavoro, proprietà, mercato. Sicurezza, salute, cultura, paesaggio. Sovranità, popolo, nazione, future generazioni, territorio. Diritti inviolabili e doveri inderogabili. Ambiente come sistema di relazioni giuridiche. Ambiente in senso lato e in senso stretto, anche alla luce della riforma costituzionale di cui alla l. cost. 1/2022.
 
-  LA CONSERVAZIONE E L’EVOLUZIONE DELLA VITA COME FULCRO DEL RAPPORTO TRA ECOLOGIA E DIRITTO.

Vita in senso giuridico e in senso ecologico. Vita come esistenza e come sviluppo. Vita e dignità umana. Ecosistemi e sistemi socio-ecologici. Biodiversità, resilienza, tipping points, planetary boundaries. La prospettiva dell’Antropocene.

 

-  LA MEDIAZIONE DEL DIRITTO TRA NATURA E SOCIETÀ: AMBITI DI INTERVENTO E SFIDE EPOCALI. 

Clima. Specie viventi. Atmosfera. Acque. Suolo. Foreste. Energia. Alimentazione. Novel entities (es. plastica; chimica; nucleare; biotecnologie; nanotecnologie). One Health. Valorizzazione del capitale naturale e remunerazione dei servizi ecosistemici.

 

- LE FONTI DEL DIRITTO DELL’AMBIENTE IN RELAZIONE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE (PRIMA PARTE): IL LIVELLO INTERNAZIONALE.

Dalla Dichiarazione di Stoccolma del 1972 alla Conferenza “Stoccolma+50”.
 
- LE FONTI DEL DIRITTO DELL’AMBIENTE IN RELAZIONE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE (SECONDA PARTE): IL LIVELLO EUROPEO.

Dall’Atto Unico Europeo del 1986 al Green Deal UE.

 

- LE FONTI DEL DIRITTO DELL’AMBIENTE IN RELAZIONE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE (TERZA PARTE): IL LIVELLO NAZIONALE. 

Dalla l. 349/1986 al Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), fino al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e al Piano per la Transizione Ecologica (PTE). Il quadro costituzionale anche alla luce della riforma del 2022. La ‘incompletezza’ del cd. Codice dell’Ambiente (d.lgs. 152/2006) e le fonti ‘extravaganti’.  Il problema del riparto di competenza tra Stato e Regioni.

 

- LO SVILUPPO SOSTENIBILE COME PRINCIPIO GIURIDICO: LE DIVERSE INTERPRETAZIONI.

Schemi alternativi di ricostruzione del rapporto tra ambiente e sviluppo: contrapposizione; conciliazione; conversione. Intersezione e bilanciamento tra interessi equiordinati: il modello ‘diagramma di Venn’. Gerarchizzazione e ordine di priorità tra interessi non equiordinati: il modello ‘a cerchi concentrici’. Il cronotopo della sostenibilità: le dimensioni intra-generazionali ed inter-generazionali. La rilevanza insopprimibile dei profili culturali.

 

- IL PRINCIPIO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE A CONFRONTO CON GLI ALTRI PRINCIPI DEL DIRITTO DELL’AMBIENTE.

I principi consolidati: Integrazione; sussidiarietà; prevenzione; precauzione; correzione in via prioritaria alla fonte; “chi inquina paga”. I principi emergenti: Do Not Significant Harm (DNSH) e “guadagno netto”; resilienza; non regressione.

 

- SVILUPPO SOSTENIBILE E TRANSIZIONE ECOLOGICA.

La ‘neutralità’ ecologica: alcuni obiettivi normativi (net zero greenhouse gas emissions; zero pollution; land take neutrality). La promozione dell’economia circolare, della bioeconomia e dell’agricoltura sostenibile. La transizione “giusta”.

 

- SVILUPPO SOSTENIBILE E DISCIPLINA GIURIDICA DELLE VALUTAZIONI E AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI.

La Valutazione Ambientale Strategica (VAS); la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA); la Valutazione di Impatto Sanitario (VIS); la Valutazione Integrata di Impatto Sanitario e Ambientale (VIIS); la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA); l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA); il Provvedimento Unico in materia Ambientale (PUA); il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR).

 

- SVILUPPO SOSTENIBILE ED ENERGIA.

La promozione giuridica dell’energia da fonti rinnovabili. Il “principio dell’efficienza energetica al primo posto”.

 

- SVILUPPO SOSTENIBILE E DISCIPLINA GIURIDICA DEI RIFIUTI. 

La gerarchia del ciclo di gestione dei rifiuti. Prevenzione, ecoprogettazione e responsabilità estesa del produttore (EPR). Riutilizzo. Riciclaggio. Recupero di materia e di energia e cessazione della qualifica di rifiuto (end of waste). Smaltimento come extrema ratio.

 

- SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA GIURIDICA DELLA BIODIVERSITÀ.

Le aree naturali protette, terrestri e marine, e le nuove strategie di ampliamento, rafforzamento e valorizzazione a livello europeo e nazionale.

 

- LA DIMENSIONE ISTITUZIONALE ED ORGANIZZATIVA DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE.

Il ruolo delle autorità e agenzie pubbliche. Il ruolo delle ONG. Il ruolo delle comunità locali e dei cittadini. Il ruolo delle imprese. Gli investimenti ecosostenibili e la finanza verde. Il principio di partecipazione e il pieno accesso alle informazioni ambientali.

 

- IL PROBLEMA DELL’EFFETTIVITÀ DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE: LA GIUSTIZIA AMBIENTALE. 

Quali “giudici” per lo sviluppo sostenibile? La legittimazione ad agire in giudizio in materia ambientale. I contenziosi climatici.
 

La continua evoluzione giuridica, la complessità, la novità e la varietà degli argomenti trattati rendono necessaria la frequenza per poter fruire in maniera piena e ottimale dei contenuti del corso. Gli studenti prepareranno l’esame sulla base delle lezioni del docente. Per supportare lo studio, è utile la consultazione dei testi consigliati di seguito:

Opzione A) – A. BUONFRATE, I principi del nuovo diritto dello sviluppo sostenibile, Cedam-Wolters Kluwer, 2020 (110 pagine complessive), da studiare insieme a M. COCCONI, La regolazione dell'economia circolare. Sostenibilità e nuovi paradigmi di sviluppo, Franco Angeli, 2020 (140 pagine complessive);

o, in alternativa,

Opzione B) – Almeno 12 articoli a scelta dello studente tra quelli resi disponibili per il download nella sezione “Materiale Didattico” del Corso nella bacheca on linedel docente.

Semestre

Tipo esame
Obbligatorio

Valutazione
Orale - Voto Finale

Orario dell'insegnamento
https://easyroom.unisalento.it/Orario

Scarica scheda insegnamento (Apre una nuova finestra)(Apre una nuova finestra)